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Morbillo in Italia nel 2026: i casi aumentano e le coperture vaccinali sono ancora insufficienti

Nei primi cinque mesi del 2026 il morbillo ha mostrato una nuova accelerazione in Italia. Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, sono state registrate 609 segnalazioni, considerando i casi possibili, probabili e confermati: il 78,1% in più rispetto alle 342 segnalazioni rilevate nello stesso periodo del 2025.

Limitando l’analisi ai soli casi confermati, si passa dai 322 casi nei primi cinque mesi del 2025 a 472 nel 2026. Il numero indica una ripresa della circolazione virale.

Le Regioni maggiormente coinvolte

L’aumento non è distribuito in modo uniforme sul territorio nazionale, risultando particolarmente marcato in alcune Regioni.

La Calabria ha registrato 265 segnalazioni nei primi cinque mesi del 2026, rispetto alle 17 dello stesso periodo del 2025.

In Campania i casi segnalati sono passati da 18 a 100.

In Toscana da 6 a 49.

L’analisi virologica conferma la circolazione di entrambi i principali genotipi del virus del morbillo: D8 e B3. Tra i 104 casi sottoposti a genotipizzazione nel 2026, 58 risultano appartenere al genotipo D8 e 46 al genotipo B3. Il genotipo B3 è associato soprattutto ai focolai epidemici osservati in Campania e in Toscana, mentre il genotipo D8 è risultato responsabile del focolaio registrato in Calabria.

La maggior parte dei casi riguarda giovani adulti

L’età mediana delle persone colpite nel 2026 è risultata pari a 30 anni. La fascia di età con il maggior numero di casi è stata quella compresa tra 15 e 39 anni, con 345 casi, seguita dalla fascia 40-64 anni con 124 casi e da quella 0-4 anni con 98 casi.

L’incidenza più alta è stata osservata nei bambini con meno di 4 anni, con 49,4 casi per milione di abitanti. Si tratta di una fascia particolarmente vulnerabile, soprattutto per la presenza di lattanti che non sono vaccinati (il vaccino non è somministrabile sotto l’anno di vita) o che non hanno ancora completato il ciclo vaccinale.

Un altro dato rilevante riguarda i ricoveri: nel 2026 il 57,8% dei casi segnalati è stato ricoverato, una percentuale superiore rispetto al 56,3% del 2025 e al 49,5% del 2024.

Questi dati confermano che il morbillo non può essere considerato una malattia sempre lieve o esclusivamente pediatrica.

Il ruolo dello stato vaccinale

La relazione tra malattia e mancata vaccinazione è particolarmente evidente. Tra i casi del 2026 per i quali lo stato vaccinale era conosciuto, il 93,3% risultava non vaccinato. Nella fascia compresa tra 15 e 39 anni questa percentuale raggiunge il 94,7%. Lo stato vaccinale non era disponibile per 115 persone, pari al 18,9% delle segnalazioni complessive: la quota reale di soggetti non vaccinati potrebbe quindi essere sottostimata.

Particolare attenzione deve essere rivolta anche agli operatori sanitari. Tra i 417 casi per i quali era nota la professione, 55 erano operatori del settore sanitario. Dei 45 per i quali era disponibile lo stato vaccinale, 40 non erano vaccinati.

Il coinvolgimento degli operatori sanitari rappresenta un problema rilevante non soltanto per la loro salute, ma anche per il rischio di trasmissione del virus all’interno delle strutture assistenziali e nei confronti dei pazienti più fragili.

Coperture vaccinali insufficienti

Le coperture vaccinali italiane rimangono insufficienti per interrompere la circolazione del morbillo. I dati relativi al 2024 hanno mostrato una copertura nazionale del 94,77% per la prima dose somministrata entro i 24 mesi, mentre la copertura della seconda dose prevista a 5-6 anni era più bassa, soltanto dell’84,45%.

Nessuna Regione o Provincia autonoma raggiunge la soglia del 95% raccomandata per la seconda dose.

Considerata l’elevata contagiosità del virus, una copertura pari o superiore al 95% con due dosi è necessaria per interrompere stabilmente la trasmissione e proteggere anche le persone che non possono essere vaccinate.

Le indicazioni del Ministero della Salute

Alla luce dell’attuale situazione epidemiologica, il Ministero della Salute raccomanda di potenziare la sorveglianza, assicurando la tempestiva segnalazione dei casi sospetti sul sistema PREMAL entro 24 ore, l’indagine epidemiologica e la raccolta dei campioni biologici per la conferma diagnostica e la caratterizzazione virologica.

È inoltre necessario rafforzare le campagne di recupero vaccinale, rivolgendosi in particolare ai giovani adulti non vaccinati, alle persone che non hanno completato il ciclo con la seconda dose e agli operatori sanitari.

Il nuovo aumento dei casi mostra come la presenza di gruppi ancora suscettibili permetta al virus di continuare a circolare e di sviluppare focolai anche di dimensioni rilevanti.

Verificare il proprio stato vaccinale e completare le due dosi previste rappresenta quindi il principale strumento per proteggere sia il singolo individuo sia l’intera comunità.

Bibliografia

Ministero della Salute. Morbillo – analisi epidemiologica, anni 2024-2026, e raccomandazioni operative. Circolare del 9 luglio 2026.

Istituto Superiore di Sanità. Morbillo & Rosolia News, n. 90 – gennaio 2026.

Ministero della Salute. Coperture vaccinali dell’età pediatrica e dell’adolescente – anno 2024.