I farmaci sintomatici


Contro l'influenza, la strategia farmacologica non ha mai potuto giocare d'attacco, dato che poteva contare soltanto su molecole in grado di attenuare i sintomi e aiutare il paziente nella ripresa funzionale dopo la malattia.
Fino a oggi, così, il ricorso ai farmaci sintomatici è stato l'unico vero strumento capace di contrastare l'episodio febbrile, la sensazione di malessere generalizzato e i disturbi alle vie respiratorie.
Sono stati formulati protocolli ben standartizzati e calibrati, basati fondamentalmente sulle due molecole ben note per la loro azione antifebbrile: acido acetilsalicilico e paracetamolo, a cui si aggiungono di volta in volta farmaci antinfiammatori non steroidei, Fans di varie generazioni, espettoranti, antitosse e fluidificanti, preparati nasali e orofaringei topici. Un'ampia gamma di sostanze farmacologiche che, tentando di tenere sotto controllo la malattia, spengono e riducono - nell'arco di una settimana - iperpiressia, astenia e malessere, disturbi respiratori.

I farmaci antinfluenzali di prima generazione

Il grande vuoto terapeutico contro i virus influenzali è stato solo in parte attenuato dalla comparsa di due molecole che agiscono soltanto sui virus A: amantadina e rimantadina, quest'ultima mai registrata nel nostro Paese.
Amantadina, di cui in Italia si è fatto un uso davvero limitato, non ha mai ottenuto un ampio consenso clinico mondiale. Il perché va ricercato soprattutto in un'efficacia limitata, non oltre il 50 per cento dei casi trattati, un'alta incidenza di ceppi virali resistenti e, soprattutto, una scarsa tollerabilità, dovuta all'insorgenza di effetti collaterali a carico del sistema nervoso centrale. 

I farmaci antinfluenzali di seconda generazione

Questi farmaci appartengono alla categoria degli antineuroaminidasi, proteina di superficie che permette al virus di liberarsi dalla cellulla dopo che si è moltiplicato. Questi farmaci: zanamivir e oseltamivir sono in commercio anche in Italia. Essi permettono di ridurre la gravità e le complicazioni e possono essere utilizzati per la prevenzione. L'utilizzo di questi farmaci deve essere il più tempestivo possibile.

Gli innovativi antivirali antinfluenzali

Puntare direttamente all'obiettivo prestabilito: ovvero agire farmacologicamente laddove i virus influenzali si annidano, replicano e si diffondono nell'organismo. E'stato questo lo scopo che ha guidato la ricerca farmacologica nella messa a punto di antivirali specifici e selettivi per i virus influenzali umani, ossia tutti i virus A e B.
I nuovi farmaci dovevano possedere prerequisiti essenziali per sconfiggere i virus influenzali: azione mirata e selettiva, così da bloccare i virus all'inizio dell'infezione, in modo da poter contenere la progressione della replicazione e, quindi, arrestare la malattia.
La linea di ricerca è stata guidata, sorretta e supportata da metodologie sofisticate, che hanno potuto avvalersi di sistemi computerizzati in grado di simulare e, contemporaneamente, verificare come dal vivo l'azione farmacologica delle sostanze via via scoperte. Si sono pertanto utilizzati software particolari, sfruttando conoscenze conseguite con studi di cristallografia.