I virus dell'influenza, appaiono all'osservazione con il microscopio elettronico a forma di riccio di castagna, sono classificati nella famiglia Orthomyxoviridee, genere Orthomyxovirus.

La malattia si trasmette con le goccioline di saliva mediante l'aria. Il contagio è facilitato dall'affollamento in ambienti chiusi (comunità e ambito famigliare).

L'architettura del virus è caratterizzata da:

  • un involucro esterno (peplos [mantello] che contiene gli antigeni di superficie:  emoagglutinina (H) e neuraminidasi (N);
  • una componente interna, la ribonucleoproteina, ossia l'acido ribonucleico a singola catena e la proteina del capside.

In base agli antigeni interni, i virus sono classificati nei tipi: A, B e C. Mentre B e C hanno come serbatoio infettivo soltanto l'uomo, i virus di tipo A possono infettare varie specie animali: suini, equini, uccelli (selvatici e domestici), mammiferi marini.
Di fatto, i due virus che hanno interesse per l'uomo sono l'A e il B; il C raramente è stato collegato a episodi di malattia.
I virus di tipo A sono classificati in sottotipi, proprio in base alla presenza delle due proteine di superficie: emoagglutinina (H) e neuraminidasi (N). Così, durante il XX secolo, I'influenza è stata principalmente collegata a tre sottotipi: AH1N1, AH2N2, AH3N2. Una delle caratteristiche che contraddistinguono i virus influenzali è la loro instabilità genetica, fino ad arrivare alla possibilità di un vero e proprio riassortimento genetico tra virus animali e umani, ciò determina la comparsa di variazioni minori e di variazioni maggiori negli antigeni superficiali.
Ovviamente, ogni volta che si assiste alla comparsa di un nuovo sottotipo del virus A, la popolazione è più indifesa, perché il sistema immunitario non riconosce i nuovi antigeni virali e si creano così le condizione per l'evento più temibile, vale a dire la pandemia influenzale.
Nel XX secolo, una simile evenienza si è ripetuta tre volte:

  • nel 1918, quando comparve il sottotipo AH1N1 ed esplose la "Spagnola"
  • nel 1957, quando si isolò il sottotipo AH2N2 e si ebbe la "Asiatica"
  • nel 1968, quando venne identificato il sottotipo AH3N2 e fu la volta della "Hong Kong".

La prima pandemia del XXI secolo si è verificata nel periodo marzo 2009 - aprile 2010, ed è stata sostenuta dal virus AH1N1(pdm 09).

Per fortuna la norma è costituita da episodi epidemici, interpandemici, che coincidono con la diffusione di varianti minori dei sottotipi A e del tipo B, verso i quali è presente sempre un certo grado di immunità nella popolazione.

Generalmente, a proposito delle epidemie interpandemiche, dette anche stagionali:

  • un'epidemia influenzale A compare ogni 2-4 anni e ha spesso caratteristiche di maggiore estensione e gravità clinica;
  • un'epidemia influenzale B si verifica ogni 6-8 anni ed è sempre riconoscibile per la minore estensione e gravità.

Va tuttavia sottolineato che sono possibili epidemie contemporanee di virus A e B.